Riconoscere e superare gli ostacoli all'auto-trattamento

Articolo pubblicato sulla rivista Il Falco N.5 - Maggio - Giugno 2004

Praticando ormai da anni i vari metodi proposti dal dottor Bates per guarire dalla vista imperfetta, mi sono accorto che a volte essi sembravano funzionare benissimo e a volte no. Questo mi ha reso il percorso difficile, perchè come ciascuno di noi potrebbe testimoniare, quando le difficoltà si rivelano occorre molta forza positiva per proseguire nella propria strada.

Ho pensato che quando il miglioramento non si presentava, la colpa fosse solo ed esclusivamente mia, che peccavo di scarso impegno oppure che in fondo il "metodo Bates" non fosse così affidabile e veritiero. Il mio atteggiamento era però completamente erroneo e ancora una volta la chiave di tutto sta nelle vere parole del dottor Bates. Egli dice chiaramente nel suo libro "Vista perfetta senza occhiali" (Editore Juppiter Consulting Publishing Company) che esistono vari metodi di rilassamento e che ognuno di noi deve trovare il proprio. Afferma anche che un metodo che non va bene al momento, potrebbe rivelarsi utile in un secondo tempo. E questo è il mio caso e credo che si possa anche farne una regola generale.

Quando cominciai a praticare il Sistema dei metodi di Bates, preferivo di gran lunga il palmeggiamento. Ottenevo risultati estremamente positivi anche solo con pochi minuti di pratica. Venivo da un periodo tremendo, agitato e confuso, dove la mia vita era stata un pò stravolta. Il senso di pace donatomi dal palmeggiamento ha contribuito ad aprirmi gli occhi in tutti i sensi. E' stato il mio punto di partenza e per almeno un anno il fondamento principale su cui mi sono basato per guarire dalla miopia.

In effetti, ho superato molte cose negative tramite questo metodo. Da un certo giorno in poi però gli effetti positivi cominciarono ad attenuarsi, a presentarsi solo dopo considerevoli periodi di tempo e non più dopo soli pochi minuti. Chi ha provato qualcosa di simile sa quali siano le domande che ci si pone: "Non funziona più? Sbaglio qualcosa? Avrò bisogno di capire meglio? E sopratutto, non sarà che più di così non posso migliorare?" L'angoscia per simili episodi può realmente essere molta e paralizzare buona parte delle proprie energie.

Di solito, e a me è successo sempre, dopo qualche giorno di "sospensione", ecco che ricompare un lampo di visione perfetta, che dura di più e ti fa sempre sbalordire per la sua estrema nitidezza e per la sua spontaneità. Un lampo non voluto, non cercato, che sopraggiunge e ti conferma la possibilità della guarigione permanente . E' stato dopo uno di questi episodi che cominciai a praticare la visione dei caratteri microscopici a lume di candela, che diede risultati anch'essi sbalorditivi per un certo periodo di tempo.

E poi via via con gli altri metodi, come il dondolio delle lettere, la tabella di Snellen, la visione della stampa minuta da una distanza molto breve (5-7 cm), il trattamento con il sole, eccetera.

Non esiste cioè un metodo migliore di un'altro. Esistono metodi adatti a quel praticante in quel periodo di tempo determinato. Quando la propria vista migliora subito, quello è il metodo giusto. Dobbiamo però stare attenti, questo metodo domani può esaurire la propria spinta propulsiva e se non siamo ancora guariti, occorre praticarne un altro. Magari proprio quello che avevamo scartato 6 mesi prima! E poi, magari dopo una sola settimana di pratica con questo "nuovo" metodo, si può cominciare a praticare il metodo che avevamo abbandonato, per trarne benefici ancora maggiori.

Se faremo attenzione a queste situazioni, che onestamente sfuggono al nostro ragionamento normale, miglioreremo di molto le nostre possibilità di successo.

Noi siamo abituati a ragionare in modo ristretto. Una cosa che non va bene oggi non andrà bene neanche domani; una pillola che oggi mi lenisce il mal di testa lo farà pure domani. Da una parte il bene e dall'altra il male. Questo è uno dei difetti della logica, tende a dare giudizi assoluti.

L'evoluzione non usa, per fortuna, la nostra logica. Essa produce cose che oggi apparentemente sono senza senso, ma domani potranno essere utili per sopravvivere. L'anima umana, la parte non razionale, per fortuna non usa questo tipo di logica.

Noi pensiamo che una volta stabilito quale sia il "nostro metodo" abbiamo ormai fatto tutto quello che era possibile fare col sistema dei metodi di Bates. E se pensiamo così sbagliamo in pieno, anche se applichiamo una logica ferrea!

Si deve e si può procedere empiricamente; stabilire quale sia il metodo giusto è insufficiente. Dobbiamo essere sempre pronti a passare ad un altro metodo quando gli effetti positivi si affievoliscono.

Ecco perchè sono contrario alle "ricette" date da certi "educatori visivi". Agiscono proprio come i medici normali, un pizzico di "palming", una dose di "oscillazioni", un profumino di sbatter di palpebre... E' tutto sbagliato! Nessuno può dire ad un altra persona:
"Prova con le oscillazioni, è l'unico esercizio efficace perchè con me ha funzionato e quindi deve farlo anche con te. Se non funziona, sei tu che sbagli, io non c'entro"

E così l'educatore" ottiene due cose: i vostri soldi e la salvaguardia della sua reputazione. In cambio, vi troverete con un pugno di mosche in mano.

Dobbiamo invece insistere a praticare il metodo migliore prima e in maggiore misura degli altri, senza starne a fare questioni artificiali di equilibrio tra, ad esempio, dondolio e palmeggiamento. Bates diceva di praticare il metodo che dava miglioramenti immediati, e di cambiare se detti miglioramenti non si verificavano, fermo restando che questi metodi potevano essere usati con profitto dopo, in un secondo tempo.

E' sbagliato ritenere che questi metodi non siano in assoluto adatti a noi. Non sono adatti a noi adesso, ma domani potranno farci fare miglioramenti molto marcati.

Dobbiamo considerare la pratica del metodo Bates come un percorso ad ostacoli, tanto più ne saltiamo tanto più ci avviciniamo al traguardo. E tanto più alto è l'ostacolo, tanto maggiore è il beneficio, se sappiamo come saltarlo.

Il traguardo è però sempre lì, è la guarigione completa e definitiva. Per tutti!

Solo noi possiamo trovare il rimedio ai nostri problemi visivi, gli altri possono solo incoraggiarci, descriverci le loro esperienze, indicarci non la strada ma il posto dove sono conservate le scarpe e lo zaino, perchè la strada è personale, intima e non è uguale a nessun'altra strada di nessun'altra persona.

E proprio in virtù della sua unicità c'è la sua efficacia assoluta. Al punto che Bates dice: "Se uno solo dei pazienti non riesce a guarire, io ripudio il mio metodo e voi dovrete denunciarmi come ciarlatano".

E' una frase detta con convinzione, una sfida forse unica nel panorama medico di tutti i tempi. Una parola che mette in gioco sè stessi come nessuno mai aveva fatto prima.

Non sono certo io il solo a trovare questa potenza nel metodo Bates; ogni giorno che passa mi accorgo di nuove interrelazioni e nuovi punti di vista e mi viene da chiedermi, ma Bates era cosciente di quello che stava scoprendo? Era cosciente di essere in anticipo di almeno due secoli?

Queste sono le uniche risposte che probabilmente, almeno in questa vita, non avrò mai.

Postato Mercoledì 11 Gennaio 2006 da Nicolò


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