Una risposta a "La verita' sugli esercizi per l'occhio" di P.Pollack

di David Kiesling


Il Metodo Bates per il miglioramento della vista non e' ben accetto dai praticanti della cura ortodossa per l'occhio. Questo documento fa riferimento alle argomentazioni di un libro del 1956 diretto a mo-strare la falsita' del Metodo Bates, "La verita' sugli esercizi per l'occhio", di Philip Pollack, O.D. E' l'unico scritto consistente di questo tipo che io conosca. Il terzo capitolo, "Errori del sistema Bates", e' stato ritenuto sufficiente, per le sue argomentazioni, dagli oppositori del Metodo Bates, per cui ho ritenuto necessario soffermarmi su di esso e sui due capitoli successivi del libro.

Eccetto quando diversamente indicato, tutte le note sono tratte dal libro del dr. Pollack.
Cominciamo.

Come affermato da Duke-Elder, tutte le autorita' sono d'accordo sul fatto che i cristallini aumentano di spessore durante l'atto dell' accomodazione. Per tutti e' cosi', tranne che per il dr. Bates!

Ci sono molti optometristi comportamentali, oculisti ed altri dottori in medicina che credono che la teoria di Helmholtz sull'accomodazione, accettata fin dalla meta' del 19° secolo, sia nella migliori delle ipotesi, seriamente incrinata. Mentre scrivo, con la teoria di Ronald Schachar che sta riscuotendo cosi' tanta attenzione, c'e' da domandarsi se la teoria "accettata" considera comunque questo o altri aspetti relativi al modo in cui l'occhio e il sistema visivo funzionano, cosa che chiarisce quanto deboli possano essere le prove che supportano i "fatti".
Il dr. Bates ha dimostrato numerose cose sull'argomento in questione. Una e' che i muscoli che circondano l'occhio sono in grado di produrre miopia, ipermetropia e astigmatismo, in funzione dell'adattamento raggiunto, e per un tempo tanto lungo quanto dura la contrazione. Ne consegue che la tensione cronica dei muscoli implicati potrebbe mantenere l'errore rifrattivo per un indefinito periodo di tempo, facendo apparire la condizione come permanente. L'efficacia nel chiarificare la visione imparando a rilassare gli occhi lo conferma ulteriormente.
Inoltre, deve essere riconosciuto che cio' per cui la teoria e' piu' o meno corretta, non determina se il Metodo Bates funziona. La prova sta nei risultati ottenuti con la sua applicazione, senza badare alla esposizione dell'esatto motivo per cui avvengono gli adattamenti all'interno del sistema visivo.

Come Aldous Huxley disse nel suo libro sul Metodo Bates:

l'arte di vedere non si rafforza o non si indebolisce con una qualche particolare ipotesi fisiologica. Credendo che la teoria dell'accomodazione di Bates non fosse vera, l'ortodosso ha concluso che questa tecnica di educazione visiva doveva essere stramba. Ancora una volta questa e' una conclusione ingiustificata, dovuta all'incapacita' di capire la natura di un'arte, o l'abilita' psico-fisica. (Huxley, 23)

La successiva affermazione di Pollack:

Nel libro, il dr. Bates descrive rare anomalie e, presentandole come tipiche, le usa per giustificare le sue teorie. Per esempio, e' vero che, in una insignificante minoranza di casi, le persone a cui sono stati tolti i cristallini a causa delle cateratte, possono leggere piccole scritte attraverso i loro occhiali per vedere lontano. Cio' appare impossibile visto che hanno perso il loro potere di accomodazione e percio' avrebbero bisogno di occhiali da lettura piu' forti del paio per la distanza. Negli studi di questi casi, gli oculisti concludono che i pazienti erano in grado di fare cio' allontanando un pochino gli occhiali per lontano dai loro occhi (il che ha lo stesso effetto di incrementarne il potere) o guardando obliquamente attraverso le lenti, il che produce lo stesso risultato. In nessun caso era evidente una reale accomodazione.

Il lavoro rivoluzionario di Bates inizio' quando trovo' casi che non si adattavano alle teorie accettate e realizzo' esperimenti che dimostravano del pari la fallibilita' delle teorie. Questa e' una delle affermazioni di Bates relative all'accomodazione senza un cristallino.

In tutti questi casi il retinoscopio ha dimostrato che l'atto apparente dell'accomodazione era reale, non verificandosi grazie alla "interpretazione dei cerchi della diffusione" o a qualche altro metodo con il quale questi fenomeni inconvenienti sono spiegati comunemente, ma per effetto di un accurato aggiustamento del fuoco alla distanza presa in considerazione. (Bates, 73).

Ovviamente tali casi sarebbero dovuti arrivare all'attenzione degli altri oculisti, sia prima che dopo Bates. Comunque, non sorprende che tutti loro non abbiano preso sul serio tali casi, li abbiano minimizzati con una teoria, abbiano scelto di dimenticarli o di rimanere saggiamente in silenzio, oppure non abbiano ottenuto la pubblicazione da parte degli editori dei giornali. Una volta Winston Churchill disse: "Tutte [le persone] occasionalmente inciampano nella verita' - ma la maggior parte si rialza, si spolvera e prosegue come se nulla fosse successo".

Il dr. Bates e' considerato dai suoi discepoli uno scopritore di nuove verita'. Tuttavia tutto cio' che fece fu di resuscitare una screditata teoria dei primi anni del XIX secolo, che non ci porta avanti nel futuro, ma indietro nel passato.

Bates ha fatto molto di piu' che presentare la sua teoria dell'accomodazione, che e' cio' a cui Pollack si riferisce (che Bates riconobbe onestamente di non aver inventato). Egli ha scoperto che la vista debole e' innanzitutto un problema mentale. Ha scoperto i principi dell'uso rilassato degli occhi che portano ad una buona vista. Ha scoperto che i problemi a lungo considerati incurabili sono di fatto curabili. Ha scoperto metodi che aiutano coloro che sono sotto tensione a rilassarsi. Ha esposto queste informazioni nel suo libro, nei suoi articoli sul periodico "Better Eyesight", in numerosi articoli in autorevoli riviste mediche e in comunicati alla comunita' oftalmologica. Ha passato centinaia di giorni in clinica gratuitamente per trattare il pubblico che si recava da lui, senza alcun compenso per il suo tempo, gettando i loro occhiali e mostrando loro come vedere.
Inoltre, intorno all'inizio del secolo, diede contributi significativi, prima ancora delle sue scoperte sul ruolo della mente nella visione. Invento' un'operazione chirurgica per la sordita' persistente, consistente nel pungere la membrana del timpano nell'orecchio. Scopri' la sostanza piu' tardi conosciuta come adrenalina. Invento' e perfeziono' la keratotomia astigmatica, un'operazione che la moderna chirurgia rifrattiva ha fatto sua.

Nel libro, le interpretazioni attribuite dal dr. Bates alle sue scoperte, non sono sempre coerenti. Nella maggior parte di esso, egli sembra basare il suo sistema di trattamento sulla sua teoria dell'accomodazione; ma quando discute sui "pensieri sbagliati" come causa di miopia e ipermetropia, l'argomento cambia. In questo caso, non sono i muscoli esterni i responsabili degli errori di rifrazione, ma i disturbi di circolazione del sangue! Questi muscoli proprio non c'entrano quando c'e' la fissita' - la quale, secondo il dr. Bates, produce scarsa visione perche' gli occhi sono da usare in continuo movimento e fissare lo sguardo causa una perdita della visione della macula.

Gli argomenti di Bates sono completamente coerenti. La confusione puo' ravvisarsi nel fatto che egli ha illustrato il problema da angoli diversi. Una tensione mentale, o uno sforzo mentale sbagliato, e' causa di errori rifrattivi. Questa condizione di sforzo puo' anche essere descritta come un pensiero sbagliato, per la persona che si e' in qualche modo convinta che lo sforzo e' necessario o d'aiuto. L'atto di fissare (tenere gli occhi completamente immobili nel tentativo di vedere qualche cosa di piu' chiaro) e' uno dei modi in cui questa tensione si manifesta. E' necessario un notevole sforzo per riuscire a mantenere gli occhi completamente fissi. In definitiva, la relazione tra tensione cronica e scarsa circolazione e' ben chiarita.

Prendiamo il "palming". Secondo il dr. Bates, quando chiudete gli occhi e li coprite con i palmi delle mani, vedrete il nero perfetto se avete una vista normale, e vedrete forme grigie o colori se siete ipermetropi o miopi. La verita' e' che nessuno, sia che i suoi occhi siano normali o meno, puo' vedere un nero perfetto ad occhi chiusi. Come affermato da Duke-Elder, anche un occhio in salute, non e' mai libero da sensazioni luminose in queste condizioni. Cio' che uno vede, e' un campo un po' luminoso che non e' ne' nero ne' bianco, ma di un "grigio medio diffuso". Inoltre, ci sono fluttuazioni tra toni piu' scuri e piu' chiari: i cambiamenti corrispondono al ritmo di respirazione. Ci possono essere macchie, nastri di luce o nuvole luminose flottanti. Tutto cio' e' dovuto alla luce intrinseca della retina - causata, secondo gli scienziati, sia da meccanismi di pressione del sangue contro alcune cellule della retina, sia da altri fattori. Cio' non ha alcuna connessione accettabile con la miopia e l'ipermetropia.

Queste spiegazioni proposte sono puramente teoriche, e non possono essere dimostrate. Cio' che puo' essere dimostrato e' che gli occhi vedono un "grigio medio diffuso" se non sono totalmente rilassati. Se sono sottoposti ad una tensione notevole, spesso si vedono bolle di altri colori, anche impressioni di immagini di oggetti appena visti con gli occhi aperti oppure altri colori prodotti dalla mente. Quando si e' piu' rilassati, si vede un nero pece. Nessuno pero' con vista perfetta ha una vista perfetta per tutto il tempo, e quando non ce l'ha, non si puo' vedere un nero perfetto ad occhi chiusi e coperti. Quando si e' completamente rilassati, l'illusione dei colori scompare e si vede un nero perfetto.

Una delle cose piu' strane in questo strano libro sono i metodi del dr. Bates per determinare se la visione di una persona sia o non sia normale. Lui riesce a dirlo semplicemente guardando la persona o una sua fotografia! Se una persona sta fissando o e' un poco strabica, e' ipso facto miope in quel particolare momento. Nel suo libro, le didascalie sotto le fotografie di gente primitiva, si riferiscono a individui nel gruppo che hanno "vista temporaneamente imperfetta" o sono "probabilmente miopi". Occorre appena precisare che una persona con vista normale puo' anche guardar fisso o strabico altrettanto bene quanto una persona miope. Solo un accurato esame scientifico dell'occhio puo' rilevare se gli occhi sono o non sono normali.

Uno sforzo inopportuno per vedere e' associato a vista imperfetta. La tensione prodotta puo' essere osservata da chiunque capisca come individuarla, non solo dal dr. Bates. C'e' una differenza nello sguardo delle persone che sono rilassate rispetto a coloro che sono vittime di una tensione mentale. Se qualcuno e' miope gli occhi possono apparire sporgenti con un evidente sforzo per vedere, si possono strizzare, possono essere tenuti rigidamente fermi. La tensione puo' essere osservata sull'intera faccia. Non solo e' sul volto, ma nella voce, nella camminata, in ogni cosa che la persona fa! E tutto cio' e' solo un accenno dell'enorme sproporzionato sforzo mentale. Quando queste azioni scorrette vengono fermate, la vista migliora sempre.

In altre occasioni, comunque, il dr. Bates sembra essere piu' scientifico, e basa le sue scoperte sul retinoscopio. Sfortunatamente, il suo metodo nell'utilizzo di questo prezioso strumento (che determina oggettivamente se una persona e' miope o ipermetrope) e' altrettanto bizzarro degli altri suoi metodi….
Il dr. Bates ritiene che, quando l'esaminatore e' cosi' vicino, il paziente si innervosisce, e questo, secondo la sua teoria, basta a renderlo miope o ipermetrope. Percio', egli ritiene che l'esaminatore debba essere distante sei piedi e piu' dal paziente. E' un fatto elementare, facilmente verificabile, che a questa distanza e' difficile, se non impossibile, effettuare una accurata retinoscopia perche' l'area visibile della pupilla e' marcatamente ridotta e l'ombra e' appena percepibile. E' inoltre difficile, anche alla distanza usuale, vedere in molti casi chiaramente l'ombra, specialmente quando le pupille sono piccole ed il paziente anziano. Uno puo' solo meravigliarsi di fronte al dogmatismo del dr. Bates riguardo i suoi risultati in queste condizioni!

C'e' un'altra, piu' seria, critica. Nell'usare il retinoscopio, e' importante che l'esaminatore sia sicuro che l'occhio del paziente stia costantemente fissando un punto lontano; altrimenti i risultati sarebbero falsati. Per esempio, se il paziente non ci vede da lontano e guarda un oggetto piu' vicino mentre viene esaminato, l'ombra indichera' invece un difetto di vista da vicino. Il dr. Bates si era preoccupato di vedere che l'occhio del suo paziente stesse fissando continuamente un punto lontano? Lui ci dice che usava il retinoscopio quando i soggetti erano sia fermi che in movimento, mentre dormivano ed anche sotto l'effetto dell'etere o del cloroformio, quando l'occhio era "parzialmente chiuso", quando la pupilla era contratta ad un "puntino" dalla droga, mentre l'occhio "oscillava" da parte a parte, e che aveva esaminato gli occhi di migliaia di animali, inclusi gatti e cani, con un retinoscopio. Queste affermazioni sono un criterio di valutazione dell'affidabilita' dei metodi di ricerca del dr. Bates. E' impossibile ottenere una "ombra" percepibile quando la pupilla e' tanto piccola quanto un puntino. Non c'e' ovviamente nessun ombra quando il paziente sta dormendo - a meno che non dorma con gli occhi aperti. Ne' il medico puo' ottenere altro che risultati variabili mentre gli occhi del paziente oscillano; e come chiede ad un paziente cloroformizzato di mantenere lo sguardo su un punto lontano? Come puo' chiederlo a un cane e un gatto e poi essere sicuro che l'animale non sposti lo sguardo?

E' difficilmente probabile che qualcuno che fa, dell'uso dello strumento in tutte le condizioni, una vera e propria passione e passa decadi dedicandosi ad esso, possa essere incompetente nel suo utilizzo. Il dr. Bates ottenne una vista notevole dopo aver curato se stesso dalla presbiopia, cosi' non dovrebbe essere sorprendente che fosse piu' abile di molti altri nell'uso dello strumento.
Le sue scoperte con il retinoscopio superano anche la prova dall'esperienza.
La persone che hanno scartato i propri occhiali e iniziato la cura della loro vista debole, notano drammatici cambiamenti nella qualita' della visione, in relazione al loro stato emotivo e ad altri fattori. Questo e' qualcosa che spesso variera' poco se si indossano gli occhiali o passera' inosservato se si parte dall'assunto che la qualita' della vista non cambia, sia in peggio che in meglio, in funzione di come si sta usando la mente. La variabilita' nella qualita' della visione e' diventata cosi' ovvia a tali persone (incluso me stesso), che non c'e' alcuna necessita' di dubitare dell'accuratezza di Bates con il retinoscopio. Il fatto che nessuno con vista perfetta abbia una perfetta vista per tutto il tempo, dovrebbe essere ovvio a tutti coloro che hanno vista perfetta.

Gli occhiali di rado devono essere cambiati piu' spesso di uno, due o anche tre anni secondo l'eta' del paziente ed al-tri fattori. In tutti, eccetto che in una minoranza di casi, lo stato emotivo del paziente non ha effetto sulla natura o il livello di errore rifrattivo, che dipende principalmente dalla struttura del globo oculare. Frequentemente gli specialisti dicono che loro pazienti, durante un riesame dopo un periodo di uno o due anni, riferiscono che i loro occhiali sono ancora corretti e non richiedono cambiamenti

Non e' affatto sempre cosi'! La "miopia cronica" qualche volta e' progressiva, improvvisamente peggiora drammaticamente in un breve periodo di tempo. Piu' rapidamente la vista peggiora, piu' rapidamente sono aumentate le cattive abitudini che provocano tensione. Oculisti diversi possono effettuare misure significativamente diverse per la vista della stessa persona.
Non e' una minoranza dei casi quella in cui lo stato mentale ha un effetto sulla qualita' delle visione. Questo e' vero per tutti!

Frequentemente specialisti dicono che loro pazienti, duran-te un riesame dopo un periodo di uno o due anni, riferisco-no che i loro occhiali sono ancora corretti e non richiedono cambiamenti. Nonostante, dall'ultima visita dal dottore, il paziente abbia detto innumerevoli bugie, attraversato piu' di una crisi emotiva, fatto fallimento o divorziato. Molte persone i cui occhi necessitano di forti occhiali, sono normali e regolari, mentre altri che non hanno bisogno di occhiali sono tesi e nevrotici.

Tutti coloro che compiono uno sforzo per vedere e producono vista imperfetta hanno un modo sbagliato di pensare. Essi possono essere considerate persone "normali" da altre persone con lo stesso problema o anche da chi non si accorge coscientemente della tensione, ma essa e' ben evidente se si sa cosa cercare. Lo stress e' una conseguenza differente. Non tutti reagiscono nello stesso modo a differenti tipi di stress: solo la reazione di produrre uno sforzo per vedere causa i problemi di visione. Anche se viene prodotta tensione, non necessariamente diventa cronica, come chiunque con vista perfetta ha parzialmente sperimentato. Chi, con pensieri sbagliati, non manifesta forma di tensione nel vedere, avra' ancora una vista normale.

Riguardo il fissare il sole, un'importante parte della terapia di Bates - cio' e' certamente pericoloso per la vista.

Nel suo libro, il dr. Bates ha citato persone con vista normale che erano in grado di guardare direttamente il sole senza disagio e senza conseguente perdita di vista. Egli fa attenzione perche' le persone con vista imperfetta, nella grande maggioranza dei casi, producono probabilmente un aumento della tensione e un peggioramento della vista con il rimirare il sole. Proprio da nessuna parte egli suggerisce a tutti quanti di provarci, ma indica chiaramente che non era riuscito a trovare un caso che, curato per mezzo della fissazione centrale, non avesse visto scomparire anche ogni effetto negativo del rimirare il sole. In altre parole, tutte le persone che sono state liberate dalla tensione, si sono anche liberate da ogni conseguenza negativa del rimirare il sole. Altrettanto, egli non e' in grado di trovare un caso in cui gli effetti dannosi prodotti dall'osservazione del sole si siano dimostrati permanenti.
Egli si e' sforzato di dimostrare che la luce non e' deteriorante per la vista. Egli ha inondato gli occhi di animali, per un ora e piu', con la luce estremamente luminosa di una lampada ad azoto. Successivamente, l'esame degli occhi non ha dimostrato alcun effetto negativo che non potesse scomparire in poche ore. Dopo la pubblicazione del suo libro, da nessuna parte (che io abbia trovato) Bates cita di nuovo quest'argomento nei suoi scritti. Un'altra cosa che ha citato nel suo libro era il "trattamento con il sole", con cui intendeva il focalizzare la luce del sole direttamente sulla sclera del paziente per brevi istanti alla volta. Egli ha verificato che le persone erano cosi' spesso beneficiate da questo che ha continuato regolarmente la pratica per il resto della sua carriera.
I moderni insegnanti di Bates spesso insegnano il "soleggiamento", la pratica di chiudere gli occhi, faccia in fronte al sole, e muovere la testa lentamente avanti ed indietro per seguire la luce del sole che splende attraverso le palpebre chiuse su tutte le parti della retina.

Relativamente al glaucoma:

C'e' un solo modo per trattare il disturbo, ed e' l'uso di farmaci o chirurgia o una combinazione di entrambi. Il trattamento di Bates e' peggio che inutile, perche', mentre il paziente sta palmeggiando e cercando di vedere il nero, la pressione sul nervo ottico, causata dalla malattia, continua senza diminuire ed il danno alla vista puo' essere irreparabile.

Il dr. Bates con il suo metodo ha curato pazienti con glaucoma, altrettanto bene come quelli con cataratta e altre malattie degli occhi. E' semplicemente naturale che le condizioni associate con la salute e le corrette funzioni dell'occhio possano essere migliorate quando la tensione viene alleviata e il rilassamento prende il suo posto. Questo non e' un fatto osservato esclusivamente dal dr. Bates. Vengono immediatamente in mente tre eminenti persone: Meir Schneider che si e' curato da solo di una cataratta congenita, e' diventato un insegnante per la vista, e ha scritto anche un libro sulla sua esperienza; Grace Halloran che ha migliorato la sua retinite pigmentosa e degenerazione maculare, e' diventata una insegnante per la vista e ha scritto anche lei un libro. Il noto romanziere Aldous Huxley ha migliorato enormemente la sua condizione, dovuta agli effetti di una cicatrice sulla cornea dovuta a cheratite puntata, e ha scritto a sua volta un libro.

Ancora, consideriamo la sua affermazione che le macchioline fluttuanti ("mosche volanti") sono illusioni ottiche risultanti da uno sforzo oculare. E' un fatto incontrovertibile che queste macchioline sono causate da corpi traslucidi o opachi galleggianti nell'humor vitreo dell'occhio e causa di ombre sulla retina. Lungi dall'essere illusioni ottiche, esse sono corpi fisici che possono essere visti, quando sufficientemente grandi, con l'uso dell' oftalmoscopio. Il dr. Bates affermo' che esse erano illusioni perche' non riusci' a trovarle dopo un'accurata ricerca. Forse la ragione era che lui usava una "lente di ingrandimento" – e non si puo' vedere l'interno profondo dell'occhio con una lente di ingrandimento.

Il dr. Bates usava proprio un oftalmoscopio tanto bene da vedere anche per loro, solo che lui aveva a disposizione la tecnologia di un secolo fa. A parte questo, l'opinione del dr. Bates e' che le macchie fluttuanti scompaiono quando la tensione viene rilasciata. Questo e' confermato dalla mia stessa esperienza con il problema e da quella di un insegnante di Bates col quale ne parlai una volta. Il fatto non e' se siano corpi fisici o no, ma che il problema abbia cessato di esistere quando la tensione e' stata eliminata; e' cosi', non si sono piu' viste e mai piu' ne e' tornata una, sia che fossero qualcosa di reale o no.
Anche se corpi che sono scambiati per macchioline fluttuanti appa-rentemente possono essere visti quando sono "sufficientemente grandi", cio' non vuol dire automaticamente che tutte le macchioline flottanti siano tali corpi.

Allo stesso livello di scienza medioevale sta la sua affermazione che gli occhiali rendono una donna cieca ai colori. Cio', semplicemente, non ha senso, perche' la cecita' ai colori e' un difetto ereditario che non riguarda gli occhiali. Egli affermo' che i colori appaiono smorti attraverso le lenti correttive, sebbene sia vero il contrario. Per una persona miope senza occhiali, i colori sono vaghi e smorti. Con gli occhiali, i colori appaiono chiari e brillanti, la ragione e' che i colori, come pure le forme, sono offuscati quando non sono messi a fuoco precisamente sulla macula della retina.

Il dr. Bates voleva solo precisare che ogni vetro diminuisce la percezione del colore e che, per questo motivo, senza lenti, i colori si vedono sempre meglio, specialmente alla distanza alla quale sono visti meglio. La sua opinione era che un motivo per il quale gli occhiali non sono una risposta sono gli occhiali stessi, non importa quanto forti essi siano, essi non migliorano mai la vista allo stesso livello al quale una persona puo' giungere in modo naturale. La percezione del colore e' un esempio. Questo e' tutto chiaramente detto nel paragrafo a cui Pollack si riferisce.
Comunque, si deve ricordare che il dr. Bates fu in grado di guarire la cecita' ai colori a pazienti ai quali anche l'ambliopia risulto' migliorata.

Quanto alla memoria ed alla familiarita' con un oggetto, che, secondo il dr. Bates, possono eliminare gli errori rifrattivi, tutto cio' che fanno e' permetterci di interpretare piu' facilmente le forme sfocate. Se non avete familiarita' con l'alfabeto greco e vedete un carattere un po' vago che e' in realta' la lettera delta, non potrete indovinare cosa e', ma la vostra familiarita' con l'inglese vi permettera' di identificare le lettere inglesi che sono offuscate nella stessa maniera. Questo non significa affatto, come afferma il dr. Bates, che la tua vista sia normale per le lettere inglesi e miope per le lettere greche!

Innanzitutto, e' uno degli argomenti preferiti di qualche optometrista che il miglioramento dato dalla tabella di prova sia un solo una confusa interpretazione. Ma vedere e' vedere. Questo e' un esempio del modo in cui il ruolo della mente nella visione e' spesso svilito come puramente meccanico piuttosto che intelligente ed adattabile.
Secondariamente, una persona e' sempre tesa nel guardare un oggetto non familiare. La familiarita' con qualcosa ne migliora la visio-ne. Non e' solo una logica interpretazione, ma la concreta sua visione. Di nuovo, non sono solo gli occhi che stanno lavorando. La memoria e' alleata strettamente alla vista.
In terzo luogo, quando qualcosa viene ricordato come visto perfettamente, la persona e' rilassata. Come migliora il rilassamento, cosi' migliora la visione. Trattenere in memoria qualcosa di visto perfettamente e' una pratica per il rilassamento. Anche una memoria imperfetta di qualcosa puo' essere d'aiuto. Ad esempio, qualcuno con una vista praticamente perfetta non puo' beneficiare della memoria di qualcosa un po' sfocato, ma qualcuno con una vista molto povera potrebbe beneficiare anche di tale memoria.

Sembra a mala pena necessario rifiutare ogni altra falsa affermazione del libro, come l'affermazione che i movimenti dell'oggetto producono miopia e ipermetropia. Abbiamo detto a sufficienza che il libro e', con le parole di Martin Gardner, "un fantastico compendio di documentazioni di casi sfrenatamente esagerati, di illazioni ingiustificate e di ignoranza anatomica".

Pollack puo' solo insinuare che le casistiche siano esagerate. Le illazioni provengono chiaramente da qualche altra parte.
Per quanto riguarda l'ignoranza anatomica…
Nel 1885 Bates si laureo' alla Facolta' di Medicina e Chirurgia della prestigiosa Columbia University di New York. Nel 1886 introdusse una nuova operazione chirurgica per la sordita' permanente, consistente nella puntura o incisione della membrana del timpano. Nello stesso anno, scopri' le proprieta' stringenti ed emostatiche dell'estratto acquoso delle ghiandole surrenali, piu' tardi commercializzato come adrenalina. Dal 1886 al 1888 fu assistente clinico all'Ospedale per gli occhi e l'orecchio di Manhattan e medico assistente all'ospedale Bellevue. Dal 1886 al 1891 fu insegnante in oftalmologia all'Ospedale della Post Laurea e della Scuola medica di New York. Dal 1886 al 1898 fu assistente al Pronto Soccorso Oculistico di New York, al dispensario Settentrionale, al dispensario del Nord-Est, al dispensario del Nord-Ovest e all'Ospedale di Harlem. Nel 1894 invento' l'operazione chirurgica della cheratotomia astigmatica.
Non c'e' dubbio che durante questo periodo di tempo egli fosse un oculista di alta levatura, ben stimato dai suoi colleghi.

Alla luce di cio', com'e' possibile che il dr. Bates fosse meno che estremamente competente sui fatti e sulle teorie anatomiche accettate?
Che il dr. Bates, con tutto questo bagaglio professionale, piu' gli anni di sperimentazione iniziati nel 1896, contestasse le teorie dell'oftalmologia rende le sue affermazioni tutte molto piu' significative. Come suddetto, egli era stimato dai suoi colleghi, tuttavia, quando inizio' a fare affermazioni sulla cura della miopia e degli altri problemi, fu ignorato ed ostracizzato.
Egli pubblico' numerosi articoli sulla sua cura della vista difettosa in note, rispettabili riviste mediche dei suoi tempi. Uno qualsiasi di quei giornali avrebbe verificato le affermazioni di ogni autore per assicurarsi rispettabilita' come giornale di informazione attendibile, specialmente quando quegli articoli mettevano in discussione, in maniera esplicita ed accusatoria, il vero nocciolo dei principi della scienza medica. Fare cio' in una rivista medica e' un grande impresa per un dottore. Il dr. Bates stava sfidando apertamente le teorie su cui praticamente ogni oculista del Paese basava la propria pratica, cosi' facendo si creava nemici importanti. Con gli editori dei giornali medici che conoscevano perfettamente la controversia relativa alle affermazioni di Bates e come la reputazione del giornale potesse essere rovinata qualora avessero fornito informazioni imprecise, quanta probabilita' ci poteva essere che gli editori non si impegnassero con tutte le risorse necessarie per verificare l'esattezza delle informazioni che Bates stava sottoscrivendo, prima della loro pubblicazione? Questo la dice lunga!

La questione e' sintetizzata dal dr. Glen R. Shepard, che affermo' che gli esercizi per l'occhio non possono ridurre o eliminare alcuna condizione causata da "difetti strutturali del globo oculare" - quindi essi non possono in verita' ridurre o eliminare alcun errore rifrattivo.

Il Metodo Bates e' principalmente per la mente, non per gli occhi. Se Pollack voleva contestare questo, avrebbe dovuto cercare qualche modo per dimostrare che la tensione della mente non influenza gli occhi o qualche altra parte del corpo, e che non intacca neppure la stessa efficienza e utilita' dell'occhio. Questo e' diventato ovvio per i seguaci del Metodo Bates. Negli ultimi pochi decenni c'e' stato qualche riconoscimento da parte della comunita' medica dei disturbi correlati allo stress di problemi fisici causati dalla mente. Da questo riconoscimento, fate un passo piu' avanti e arriverete al metodo Bates.

A dispetto del fatto che il libro del dr. Bates fu pubblicato piu' di 35 anni fa, secondo le parole del dr. Louis H. Schwartz, oculista: "In nessuna parte nel mondo sono state accettate dalla professione medica"

Teoricamente, se qualche cosa e' di ampio uso pratico universale per l'aiuto nel liberare dalle sofferenze gli esseri umani, esso dovrebbe essere adottato velocemente dalla classe medica e implementato nella misura piu' completa. Sfortunatamente, non e' questo il modo in cui funzionano le cose.

Egli aggiunse:

Molti pazienti presumibilmente curati dal metodo Bates sono di nuovo ritornati agli occhiali

La persone curate dalla vista imperfetta ritornata agli occhiali hanno cominciato nuovamente a essere in tensione o ad essere tese in maniera differente di prima se il problema e' differente. Tali persone, tanto per cominciare, non erano probabilmente completamente guarite, poiche' la vista perfetta e' senza sforzo ed e' difficile ricadere in tensione una volta che, per cosi' dire, ti sei ben piantato sulla cima della collina.

Come abbiamo visto, il dr. Bates affida molta importanza alla memoria. Anni prima che il suo libro apparisse, egli pubblico', su una rivista medica, un articolo intitolato: "Memoria come aiuto alla Visione". La ragione di tale enfasi puo' essere trovata, forse, nel necrologio che apparve l'11 luglio 1931 pubblicato sul New York Times, quando il dr. Bates mori'. Nel sottotitolo: "Vittima, molti anni fa, di una strana forma di amnesia, egli scomparve due volte", il necrologio racconta la strana storia di come il dr. Bates fosse scomparso sette anni dopo la laurea al College di Anatomia e Chirurgia e di come la moglie lo trovasse piu' tardi a Londra in uno stato di esauri-mento nervoso, con nessun ricordo degli eventi recenti. Lo trovo' in un hotel ma, dopo due giorni, scomparve di nuovo. Sua moglie lo cerco' in diversi paesi europei, ma mori' senza essere stata capace di localizzarlo. Il dr. Bates piu' tardi ricomparve nel Middle West. Comincio' a esercitare a New York e si sposo' nuovamente.

La segnalazione della sua scomparsa non fu sette, ma diciassette anni dopo la laurea. Secondo quanto riferito, egli lascio' New York nel 1902. C'era molta confusione quando lascio' New York, poiche' neppure sua moglie sapeva dove fosse andato. Aspetti della storia dell'amnesia sono alquanto sospetti. Comunque, lavoro' nel Nord Dakota per la miopia degli scolari dal 1903 al 1910 (Bates, "La prevenzione della Miopia") e sembra che si recasse anche a Londra per motivi al momento non conosciuti.

Nel capitolo 4 del libro di Pollack. Riguardo al Dr. Peppard, un insegnante di Bates:

Gli raccomando' di giocare a tennis per superare il difetto di fissare lo sguardo, che riteneva fosse causato dalla mancanza di fissazione centrale (Alcuni lettori possono rimanere confusi da questa affermazione, perche' e' lo sguardo fisso che assicura la centrale fissazione, che e' focalizzare l'oggetto sulla macula - ma probabilmente molti lettori non hanno notato la contraddizione)

Questa e' una comprensione errata della fissazione centrale (un termine coniato dal dr. Bates, con nessun altra spiegazione). Non e' focalizzare un oggetto sulla macula. E' la condizione di rilassamento per la quale le persone vedono meglio nel centro della vista e meno chiaramente lontano da esso. Qualcuno con vista debole vede un'ampia area con uguale (debole) chiarezza invece di vedere piu' chiaro nel punto in cui egli sta guardando. Gli occhiali non correggono questo. Non e' un problema di correzione del fuoco dell'immagine sulla retina, e' un problema mentale . Migliore e' la vista, migliore e' il rilassamento e migliore e' la fissazione centrale. Fissazione centrale non significa guardare un piccolo punto continuamente. Infatti, e' esattamente il contrario. Fissare lo sguardo ostacola la fissazione centrale, per una fissazione centrale puo' solo servire uno spostamento rilassato. Qualcuno che fissa lo sguardo cerca di vedere una ampia area senza muovere gli occhi. Nella fissazione centrale, non solo deve essere visto al meglio un piccolo punto, ma il punto guardato deve continuamente cambiare.

La cura di Mrs. Corbett ha veramente consentito a [Aldous] Huxley di leggere senza occhiali? In questa colonna del Saturday Review del 12 aprile 1952, il sig. Bennet Cerf dichiaro' come lui avesse visto Huxley leggere un indirizzo stampato senza l'aiuto degli occhiali. Impressionato da questa apparente dimostrazione di efficacia degli esercizi per l'occhi, Cerf immediatamente vide Huxley titubare – e gli apparve chiaro che il romanziere non stava veramente leggendo il suo indirizzo. Apparentemente egli lo aveva memorizzato, ma ne aveva dimenticato un passaggio. Portando i suoi occhi piu' vicino e piu' vicino al suo manoscritto, egli non poteva ancora decifrare le parole. Alla fine dovette prendere una lente di ingrandimento dalla sua tasca per poter rendere visibili le lettere. Cerf descrive il momento come un momento di agonia.

Huxley scrisse sul metodo Bates un libro che includeva la descrizione del suo stesso miglioramento dalle condizioni che il suo medico dichiaro' potevano solo peggiorare. Allora lui programmo' di presentare un discorso senza occhiali per mostrare che poteva leggerlo. Quanto e' probabile che avrebbe osato presentare se stesso, come prova dell'efficacia del metodo di Bates, leggendo senza occhiali, senza essere sicuro in anticipo che poteva farlo? Le ricadute provvisorie sono estremamente comuni nelle persone che migliorano la loro visione, fino a quando non sono completamente guarite, particolarmente nelle circostanze di pressione mentale. Huxley miglioro' le sue condizioni, ma non guari' mai completamente. Che una ricaduta sotto stress debba provare che non avesse mai avuto miglioramenti e' ridicolo. Lui ha sostenuto di essere in grado di leggere spesso in condizioni di buona illuminazione senza occhiali, e quanto stupido avrebbe dovuto essere per dire cio' senza essere capace di farlo almeno per una parte del tempo?

I detrattori degli occhiali praticanti gli esercizi degli occhi non sono contrari agli occhiali quando servono ai loro stessi occhi o agli occhi dei loro familiari. Il dr. Schwartz racconta di praticanti di Bates che gli indirizzarono la moglie per una prescrizione di lenti. Gli stessi praticanti di Bates calzano delle bifocali!

E' ingannevole indicare che e' normale per gli insegnanti essere cosi' ipocriti come nell'esempio indicato. Se alcuni insegnanti di un metodo alternativo per la salute sono ciarlatani, non ne consegue logicamente che tutti debbano essere ciarlatani. Ognuno, senza preoccuparsi delle qualifiche, puo' alzarsi e autodichiararsi insegnante del Metodo Bates.

CITAZIONI

Bates, W.H. La Cura della Vista Imperfetta con il Trattamento Senza Occhiali

Bates, W.H. "La Prevenzione della Miopia nei bambini della Scuola"

Huxley, Aldous. L'Arte di Vedere. Adelphi 1989

<->


Uno speciale ringraziamento a Ezio Mascarin per aver tradotto e autorizzato la pubblicazione del presente brano



Torna all'Home Page



Ipse Dixit
La parola al dr. Bates


Rivista mensile
edita dal dr. Bates

He had a dream
Il sogno del dr. Bates