La stampa fine ed i microcaratteri

L'uso dei microcaratteri è la tecnica che può aiutare maggiormente il recupero e il ripristino di una vista perfetta; infatti Bates afferma che per guarire sono necessarie soltanto due cose, l'uso della tabella di Snellen e la lettura dei caratteri a stampa fine, del tipo di quelli usati un tempo per certe edizioni delle Bibbie e dei Vangeli.

Ciò non deve stupire, visto che in altre parti del suo libro Bates afferma che il modo migliore per ripristinare la fissazione centrale consiste nel leggere o guardare stampa fine o addirittura microscopica.

Quanto più piccoli sono i caratteri che si guardano, tanto minori e "fini" sono gli spostamenti che l'occhio deve effettuare per riconoscere le singole lettere e questo dondolio naturale e molto abbreviato è estremamente benefico per l'occhio e molto riposante.

Come per le altre tecniche, anche per la lettura della stampa fine esistono diverse modalità d'esecuzione che cercheremo adesso di illustrare.

La lettura dei caratteri "diamante".

Questo è il metodo più semplice, basta procurarsi un libretto stampato con caratteri fini, del tipo appunto usato per Vangeli o Bibbie, o anche, come suggerito da un'utente del gruppo MetodoBates, un foglietto illustrativo di quello usato per i medicinali, un cosiddetto "bugiardino", e leggere normalmente alla distanza e alla luminosità più congeniale. Bisogna cercare di non sforzarsi mai, se non si riesce a leggere provate a chiudere gli occhi riposandoli, invece di continuare a tentare di vedere. Intervallare la lettura con brevi istanti di palming , cercando di rilassare la mente con ricordi piacevoli.

Dopo qualche settimana, potrete provare a leggere con luce più tenue o ad una distanza maggiore, sempre che riusciate a farlo senza fastidio o tensione (che è sempre da evitare).

I caratteri microscopici

Si può ricavare beneficio dai caratteri microscopici anche semplicemente guardandoli, senza riuscire a distinguerli. Procuratevi un testo stampato con caratteri a corpo uno o due e cominciate a guardarlo notando innanzitutto la nerezza delle righe, gli spazi bianchi tra riga e riga e tra lettera e lettera e immaginando mentalmente che il bianco diventi sempre più bianco e il nero sempre più nero. La tecnica si può effettuare a diverse gradazioni di luminosità, anche a lume di candela, come descritto qui di seguito:

"Oscura tutte le fonti di luce ed accendi solo una candela o anche una luce elettrica molto tenue, tipo lampadina da lumino, di quelle che si usavano una volta.

Poniti davanti il foglio con la stampa minuta e dondolando dolcemente il foglio in tutte le direzioni, come meglio ti aggrada, ad una distanza di circa 20-30 cm, guarda il nero delle righe, senza sforzarti di leggere nulla (è quasi impossibile leggere, quindi non tentarci nemmeno). L'unica cosa di cui dovrai renderti conto è il lento e continuo movimento di queste righe nere. Puoi anche girare il foglio, metterlo di traverso, anzi fallo così stimoli anche la retina.

Dopo un pò, esegui il palming per un breve periodo, rilassandoti al massimo e senza pensare a quello che hai visto. Probabilmente dopo un altro pò di tempo sentirai un lieve pizzicore sul retro dell'occhio, è un buon segno, non sfregare gli occhi per questo, ma continua ad eseguire il movimento, l'osservazione ed il palming. Se puoi eseguirlo senza sforzo per un'ora di seguito è un bene, altrimenti anche minor tempo ti darà beneficio.

Alcune raccomandazioni:
Quando esegui il palming, cerca di ricordare solo il nero delle righe, non cercare di visualizzare alcuna lettera, ciò sarebbe uno sforzo.

Il movimento dev'essere dolce e continuo, niente scatti nè corse; un'oscillazione ogni 1-2 secondi dovrebbe essere un buon ritmo, trova quello che ti rilassa meglio.

Lo scopo di queste tecniche è triplice: introduce il dondolio, abitua alla luce bassa e stimola la fissazione centrale"

(tratto da un'email pubblicata su MetodoBates del Gennaio 2005)

Altre varianti sono possibili e auspicabili, è da tenere presente che lo scopo di questa tecnica è di riabituare gli occhi ad osservare oggetti minuti ma occorre fare attenzione soprattutto a non sforzarsi mai , a non tentare di vedere chiaro.

I caratteri microscopici a distanza ravvicinata

Leggere i caratteri microscopici a distanza ravvicinata può ingenerare una dose inconsueta di sforzo e ciò può essere benefico perchè lo sforzo diventa facilmente riconoscibile e lo si può evitare meglio in seguito. Tra l'altro, Bates dice che lo sforzo per vedere al punto prossimo genera ipermetropia e lo sforzo per vedere in lontananza miopia; un occhio miope può quindi diventare emmetrope semplicemente sforzandosi di vedere al punto prossimo, anche se ciò è temporaneo e viceversa, un occhio ipermetrope può diventare emmetrope semplicemente sforzandosi di vedere in lontananza. Ciò fu dimostrato da Bates nei suoi esperimenti sugli occhi di diversi animali.

Per eseguire questa tecnica, basta prendere un foglio con stampa microscopica e avvicinarla quanto più possibile agli occhi, fino a non riuscire più a distinguere niente dello scritto. Si può usare anche un solo occhio per volta, se si vuole.

Non c'è da fare nulla oltre al "cercare di vedere". E' bene interrompere spesso ed eseguire il palming, cercando di riposare gli occhi. I benefici di questa tecnica si potranno vedere di solito nei giorni successivi.

Errori da evitare

In pratica, l'unico errore possibile è quello di sforzarsi ad oltranza di vedere o leggere qualcosa; è molto più saggio, in caso di difficoltà, chiudere gli occhi e riposarli.



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Rivista mensile
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